Le sculture alle Oblate concorrono nel loro insieme a bene esemplificare le sperimentazioni artistiche, sia materiche che formali, degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento: così l’opera di Berto Lardera Ritmi eroici, nella quale l’artista si dimostra attento alla più avanzata ricerca scultorea d’ambito astratto geometrico, oppure le cinque sculture in pietra di Lorenzo Guerrini, che intendono cogliere, nella loro scabra e rude realizzazione, l’essenza della materia, o la scultura di Marcello Guasti, che giunge a formulazioni informali attraverso l’accostamento di materiali diversi; mentre le superfici arrotondate e plastiche del Pastore dell’essere di Alberto Viani evocano, nella loro astrazione, l’idea della figura. Un lessico ancora figurativo, restituito nella tensione moderna della materia e della forma, viene proposto da Antonietta Raphael Mafai nella sua Maternità, da Giuseppe Mazzullo nel drammatico Torso d’uomo e nell’antropomorfismo di Figura del toscano Giuliano Vangi.
Le sculture alle Oblate
Nel chiostro e sotto i loggiati dell’antico complesso delle Oblate sono visibili alcune sculture realizzate da noti artisti del Novecento. Fanno parte delle raccolte di arte contemporanea pervenute al Comune di Firenze nel corso degli ultimi quarant’anni, in particolare dopo l’alluvione del 1966.
Fin dai giorni quasi immediatamente successivi all’inondazione del 4 novembre, su iniziativa del Comune, che aveva accolto la proposta del critico d’arte Carlo Ludovico Raggianti, fu promossa una fervida attività di acquisizioni. Furono invitati i maggiori artisti italiani e stranieri allora viventi ad offrire una loro produzione quale segno tangibile di solidarietà verso la città colpita dal disastro e come risarcimento, con opere contemporanee, del patrimonio danneggiato.
Quasi tutte le sculture qui esposte fanno parte delle donazioni per il Museo internazionale d’arte contemporanea, che avrebbe dovuto accogliere il cospicuo patrimonio artistico che nel frattempo si era venuto a costituire. Fanno eccezione due opere acquisite in tempi diversi: la colonna in ceramica sormontata dalla figura di San Giovanni Battista di Arnaldo Miniati, realizzata in ricordo della distruzione del ponte di Santa Trinita e il rilievo di Miguel Angel Lertxundi, donato dall’artista nel 1986 in occasione delle celebrazioni di Firenze Capitale Europea della Cultura.
Le sculture erano visibili nel complesso delle Oblate già dalla metà degli anni Settanta. L’attuale sistemazione, curata dal Servizio Musei Comunali in collaborazione con il Servizio Belle Arti (Comune di Firenze), intende valorizzare questo nucleo di opere del Novecento: significativa testimonianza della ricchezza e della varietà delle raccolte comunali di arte contemporanea.
Antonio Berti (San Piero a Sieve 1904 -Sesto Fiorentino 1990)
Lorenzo Guerrini (Milano 1914- Roma 2002)
Lorenzo Guerrini (Milano 1914- Roma 2002)
Lorenzo Guerrini (Milano 1914- Roma 2002)
Lorenzo Guerrini (Milano 1914- Roma 2002)
Marcello Guasti (Firenze 1924)
Miguel Anjel Lertxundi (Berriatua, Vizcaya 1951)
Antonio Berti (San Piero a Sieve 1904 -Sesto Fiorentino 1990)