
Corrispondenza di G.P. Vieusseux a Emanuele Rocco
Donato nel 1934 dal nipote, il cavaliere Carlo Rocco, il carteggio consta di 135 lettere che GiovanPietro Vieusseux (1779-1863), fondatore dell’omonimo gabinetto di lettura fiorentino, ha scritto e spedito a Emanuele Rocco (1811-1893), filologo e letterato napoletano.
Si tratta di documenti di grande valore storico e documentario che rivelano alcuni aspetti dei rapporti intrattenuti dal famoso mercante di origine ginevrina con il mondo intellettuale e editoriale napoletano della prima metà dell’Ottocento.
Le lettere vanno dal 1834 fino al 1856, ma lo scambio più continuo è quello che avviene nei primi anni, dal 1834 al 1838, periodo in cui Vieusseux e Rocco sono coinvolti nella compilazione e nella diffusione del periodico napoletano “Il Progresso”.
Il carteggio è stato interamente catalogato con il software ECAS. Di ogni singolo pezzo è stata fatta una scheda che riporta, oltre ai dati principali, anche un breve regesto. Al momento sono consultabili le schede catalografiche estratte dall’opac, ma non sono ancora permesse ricerche specifiche su persone citate nel testo.
Il lavoro sta proseguendo con il riscontro, nei registri di copialettere di G.P. Vieusseux conservati nell’Archivio storico del Gabinetto Vieusseux (sede di Palazzo Strozzi), delle lettere oggetto della base di dati. Questa operazione si collega al progetto, in corso presso il Centro romantico del Gabinetto Vieusseux e finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, “Indicizzazione tematica e nominativa del Copialettere Vieusseux”.
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Lettere di vari corrispondenti a GiovanBattista Doni
Il carteggio fa parte del lascito, avvenuto il 13 febbraio 1934, fatto dal cav. Domenico Tordi al Comune di Firenze. La consistenza del Lascito Tordi si calcola in circa 1000 documenti di cui 300 libri, numerosissime miscellanee, e manoscritti. Il carteggio raccoglie 118 lettere inviate da vari corrispondenti a Doni negli anni dal 1623 al 1647.
GiovanBattista Doni (Firenze, 1594 - Firenze, 1 dicembre 1647) è stato un erudito e un esperto di musica. Dopo alcuni anni vissuti a Parigi, si trasferisce nel 1622 a Roma al seguito del cardinale Francesco Barberini, in veste di suo segretario. Nel 1629 assunse l’importante carica di segretario del collegio cardinalizio. A causa della morte del suo ultimo fratello, ritornò nel 1640 a Firenze per gestire gli affari di famiglia. Membro dell’Accademia della Crusca, ebbe anche la cattedra di eloquenza.
Nelle lettere qui raccolte emergono varie tematiche sia inerenti al suo lavoro di segretario, numerosa è la corrispondenza con le alte cariche religiose, che al suo ruolo di studioso di musica.
Il carteggio è stato interamente catalogato con il software ECAS. Di ogni singolo pezzo è stata fatta una scheda che riporta, oltre ai dati principali, anche un breve regesto. Al momento sono consultabili le schede catalografiche estratte dall’opac, ma non sono ancora permesse ricerche specifiche su persone citate nel testo.
Da segnalare la presenza di un nucleo consistente di lettere in italiano e in latino di diversi autori a GiovanBattista Doni presso la Biblioteca Marucelliana.